lunedì 12 maggio 2014

Via Panicale, arriva la nuova porta!


Una nuova porta sull'al di là?
Si annuncia in Via Panicale. 
Possibile?



Cosa vedete? Uomini al lavoro.
Sì, ma lavorano in un posto speciale. 
Sant'Orsola è un luogo davvero speciale. Un luogo dove anche l'apertura di una porta è un fatto importante. Ancora più importante se fosse messo in atto da cittadini che si prendono cura del bene comune. 
Realizzazione di sussidiarietà. 

Non corriamo. Potrebbe essere così. 
Ma non lo è. 
Non siamo né a Bologna,

né siamo in Spagna, a Covarrubias (Burgos) ... dove è atteso un festival di autocostruzione:

Siamo a Firenze, in attesa di elezioni comunali, europee e di Consiglio di Quartiere. Potrebbero succedere tante cose e infatti molte se ne vedono. 
Insomma la novità diffusa non manca. Eventi un po' dappertutto: kermesse per l'Europa, festival itineranti, mercati e comizi, coreografie di marketing. 

Tra il 14 e il 17 maggio Sant'Orsola vedrà un apertura al pubblico con eventi, performance e materiali multimediali su lavoro e formazione. Qui il programma.

anteprima per la stampa: 
Mercoledì 14 maggio 
ore 12.30, all’interno di Sant’Orsola.


E' sicuramente una bella notizia. In occasione  dei 4 giorni di apertura sarà allestito un ingresso in Via Panicale più decoroso di quello attuale.



In una via che se non la conoscete siete invitati a percorrerla, l'apertura di un nuovo ingresso potrebbe divenire simbolo di una nuova stagione. 
Una stagione nella quale chi abita nel quartiere potrebbe sentirsi direttamente coinvolto nel mettere in atto azioni di valorizzazione, piccoli gesti di manutenzione. 

Attività di gruppo potrebbero divenire laboratori di apprendimento informale. Potrebbero essere implementati servizi, laboratori e altro. Questi servizi potrebbero essere tra loro complementari. 
Ma soprattutto ogni attività potrebbe essere considerata opportunità di impresa; ogni piccola impresa potrebbe dare lavoro. Lavoro nuovo. Lavoro diverso. 

Forse sto sognando un mondo che esiste solo nella mia testa. Un mondo dove chi vuole avviare un'impresa a impatto sociale trova subito chi scrive business plan per il no profit. E chi vuole lavorare e crescere trova subito chi crede nel progetto e e chi promuove attività che valorizzano il bene della collettività.
Eppure alcune di queste cose esistono. Anche qui da noi 

In Oltrarno un coraggiosa start-up di nome Lofoio, animata dall'infaticabile Mattia Sullini, mostra determinazione nel generare una specie di formula perfetta per le nuove imprese di ciò che ci piace chiamare ancora con il nome di transition town  (vedi wiki in italiano e blog)
A metà tra l'autarchia e il co-working, Lofoio nasce nell'ambito del FabLab e dell'Impact Hub di Firenze.
A prima vista, seguiti a distanza, questo genere di laboratori sembra corrispondere alla formula 'fare di tutto, in gruppo e a basso costo'.

Fanno marketing e storytelling senza darsi troppe arie; il low-cost è fatto così: fai quello in cui credi per andare avanti insieme ad estendere il network. Poi chi c'è  e cosa accade sarà tracciabile nella narrazione dei social network. La sostanza emerge per quello che è. 
La valorizzazione costante sembra essere connaturata al progetto proprio dall'elemento di intelligenza connettiva espresso dalla narrazione. 
Lo storytelling alla portata di tutti fa emergere i risultati ed è pure molto candido nel mostrare i lati da perfezionare, le nuove mete, gli skill da approfondire.

Insomma raccontiamoci qualcosa di più di cosa accade intorno a noi. 
Potremmo capire meglio cosa vogliamo qui ed ora.
Lavorare è vivere per migliorare la vita.
Nel tuo quartiere come nella tua città.


Nessun commento:

Posta un commento